Amianto : Sentenze

Sentenza storica a Napoli. Riconosciuta correlazione tra adenocarcinoma e esposizione all’amianto

Napoli, 26 marzo 2025 – Ieri i giudici della sezione Lavoro del Tribunale di Napoli hanno accolto il ricorso per la morte di un ex dipendente dell’Autorità Portuale partenopea che morì per un adenocarcinoma polmonare per la prolungata esposizione all’amianto sul luogo di lavoro. Un milione e mezzo il risarcimento pattuito per gli eredi dell’operaio.
I legali dello studio Imilex Lorenzo Irace, Giuseppe Manganiello e Giancarlo Itri hanno definito la sentenza “storica” in quanto “segna una svolta epocale nella tutela degli ex esposti all’amianto”. Il fatto risale nel periodo compreso tra il 1974 ed il 1990 quando il lavoratore aveva svolto mansioni di gruista all’interno del Porto di Napoli. Il giudice del lavoro ha confermato che sino alla fine del suo rapporto di lavoro era consuetudine trasportare imballaggi contenenti la sostanza killer. 
L’adenocarcinoma polmonare è una patologia che, al contrario del mesotelioma, non è direttamente riconducibile all’amianto. La sentenza dunque rappresenta per la primissima volta una correlazione tra chi ha contratto questa patologia e l’esposizione alle fibre di asbesto.

  1. Cassazione Civile, Sez. Lav., 17 febbraio 2025, n. 4084:
    • Questa sentenza ha confermato la responsabilità del datore di lavoro (ABB Spa) per la malattia contratta da un lavoratore a causa dell’esposizione professionale all’amianto. Il lavoratore era stato esposto alle fibre di amianto per oltre trent’anni senza alcuna misura di protezione. La Corte ha riconosciuto la responsabilità civile del datore di lavoro per non aver adottato le necessarie cautele per prevenire il danno
    • Cassazione Civile, Sez. Lav., 26 marzo 2025, n. 8064:
    • La Cassazione ha confermato la condanna di Poste Italiane per l’esposizione all’amianto dei suoi dipendenti. Questa sentenza ribadisce l’importanza delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro per prevenire danni alla salute dei lavoratori
    • Corte d’Appello di Ancona, Sentenza n. 98/2025 del 13 marzo 2025:
    • Questa sentenza si riferisce a un caso in cui significative quantità di polveri di amianto erano state rilasciate nell’ambiente di lavoro, esponendo i lavoratori a rischi per la salute
    • IV Sez. Penale della Suprema Corte, sentenza n. 11168/2025:
    • La sentenza affronta il tema del nesso causale tra l’esposizione all’amianto e le malattie correlate, un argomento ampiamente dibattuto
    • Corte di Cassazione, sentenza del 5 novembre 2024 (citata nel 2025):
    • Anche se non del 2025, questa sentenza è stata menzionata nel contesto delle recenti decisioni giurisprudenziali sull’amianto. Ribadisce la valenza causale dell’esposizione all’amianto anche in assenza di specifiche prove dirette

2 Aprile

Incendio in azienda a Verona: morto operaio di 50 anni folgorato da scarica elettrica

Incidente sul lavoro: la vittima stava utilizzando un carroponte. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri

Incidente sul lavoro in un’azienda a Trevenzuolo, in provincia di Verona. Vincenzo Arsena, un operaio di 50 anni, è morto nella ditta specializzata nella lavorazione di laminati in metallo Anodall Extrusion, con sede in via del Lavoro: l’allarme è scattato la mattina del 2 aprile. Secondo quanto riferito dai soccorritori, l’operaio stava lavorando sopra un carroponte quando è stato improvvisamente colpito da una scossa elettrica: è morto sul colpo, per poi essere avvolto dalle fiamme.

Sono in corso gli accertamenti sul posto da parte dello Spisal, il Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza sul lavoro dell’Uls 9, per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e le cause del decesso dell’operaio. Da una prima ricostruzione, intorno alle 8 la vittima stava eseguendo alcune operazioni sul macchinario utilizzato per lo spostamento di materiali, quando è stato colpito da una scarica elettrica che non gli ha lasciato scampo.

Operaio investito sulla A26 a Gravellona Toce, è grave

In un cantiere all’altezza del viadotto sopra la statale 33

Grave incidente sull’autostrada A26, all’altezza di Gravellona Toce (Vco), vicino al viadotto che sovrasta la statale 33 del Sempione.

Secondo le prime informazioni, un operaio al lavoro in un cantiere è stato investito.

Le sue condizioni sarebbero molto gravi.
    Secondo una prima ricostruzione si tratta di un incidente sul lavoro. L’operaio infatti sarebbe stato investito da uno dei mezzi del cantiere stesso.
    L’incidente è avvenuto sul viadotto ‘Domodossola I’, tra gli svincoli di Gravellona Toce e Ornavasso, sulla carreggiata nord della A26. Sul posto ci sono la polizia stradale per i rilievi e lo Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza degli incidenti sul lavoro) dell’Azienda sanitaria, mentre l’uomo è già stato portato via in elisoccorso per essere condotto in ospedale.

31 Marzo

Muore schiacciato da un armadio: un’altra tragedia sul lavoro alla Greenthesis

Il lavoratore, appena eletto RSU per la Filctem CGIL, è stato travolto da un armadio blindato all’interno dell’azienda

Ancora una tragedia sul lavoro, ancora un operaio morto durante l’orario di servizio. È accaduto il 31 marzo 2025 all’interno dell’azienda Greenthesis di Orbassano, specializzata nel trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti speciali. La vittima è un uomo di 58 anni, residente a Torino, recentemente eletto rappresentante sindacale unitario (RSU) per la Filctem CGIL. Secondo le prime informazioni, sarebbe stato schiacciato da un armadio blindato all’interno del sito dell’interporto S.I.T.O, mentre stava facendo l’inventario di materiale in disuso.

La notizia è stata confermata dalla CGIL di Torino, che ha espresso profondo cordoglio e ha chiesto con fermezza che siano accertate le responsabilità“La dinamica dell’accaduto non è ancora chiara – si legge in una nota del sindacato – e siamo in attesa che gli inquirenti chiariscano le cause, ma non basta più parlare di fatalità. L’uomo è morto sul colpo”.

Nel frattempo, le indagini da parte dei carabinieri di Moncalieri e degli ispettori dello Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) dell’Asl To3 sono in corso per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali negligenze nella gestione della sicurezza. Ma, come spesso accade, la cronaca si trasforma in denuncia.

Respira anidride carbonica: muore uno dei soci dell’azienda

Tragedia a Petriolo, in provincia di Macerata: la vittima aveva 63 anni. Un dipendente è stato soccorso dai sanitari del 118

Macerata, 31 marzo 2025 – Tragico incidente sul lavoro oggi pomeriggio, muore imprenditore. L’uomo, secondo una prima ricostruzione della tragedia, avrebbe respirato anidride carbonica dopo l’esplosione di un compressore.

L’allarme è scattato nel pomeriggio, intorno alle 18, nella ditta Central Gru di Petriolo, in via Fiastra, nella zona industriale. Sul posto sono intervenuti il 118 e i vigili del fuoco.

Inutili, purtroppo, si sono rivelati i soccorsi. Per l’uomo, 63 anni, residente a Colbuccaro, non c’è stato nulla da fare: è uno dei soci dell’azienda specializzata in articoli e attrezzature per l’edilizia.

Cade per 15 metri mentre pota un albero: muore a 74 anni

La vittima è Heinz Leubin. L’infortunio fatale è avvenuto in una piccola località in val Sarentino. Nello stesso posto il 13 marzo scorso era morto un boscaiolo

BOLZANO. Un uomo di 74 anni ha perso la vita in val Sarentino, in Alto Adige, durante lavori di potatura di un grande albero. L’incidente è avvenuto nella stessa piccola località di montagna, Lana al Vento, dove appena due settimane fa un boscaiolo era stato colpito e ucciso da un masso. 

L’uomo questo pomeriggio è precipitato da un albero da un’altezza di 15 metri, lungo un ripido pendio. Sul posto è intervenuto l’elisoccorso Pelikan 1, ma il medico d’urgenza ha solo potuto costatare la morte dell’uomo. 

Esplosione in un garage, molfettese morto in Svizzera

Vincenzo Ceci si trovava per lavoro a Raron, una località del Cantone Vallese

Si chiamava Vincenzo Ceci ed era originario di Molfetta, l’uomo di 29 anni deceduto venerdì scorso a causa di un’esplosione in un garage a Raron, una località del Cantone Vallese, in Svizzera, dove si trovava per lavoro. Nell’incidente è rimasto gravemente ferito un 59enne belga, trasportato d’urgenza all’ospedale di Losanna. La comunità di Molfetta è in lutto per la perdita improvvisa del giovane concittadino, che era molto conosciuto in città per il suo carattere mite e cordiale. Le autorità svizzere stanno indagando per chiarire le cause dell’accaduto. Non si esclude che possa essere disposto l’esame autoptico sul corpo del 29enne.

La famiglia scopre la tragedia: 16enne morto sotto il trattore, cosa è successo

Montopoli Valdarno (Pisa), 31 marzo 2025 – Una tragedia che lascia attoniti, un dolore senza fine per un incidente sul quale adesso i carabinieri e il personale dell’Asl della Medicina sul lavoro indagano. Un sedicenne è stato trovato morto, travolto dal trattore che sembra stesse guidando.

Accade nella serata di lunedì 31 marzo quando ormai era l’imbrunire. La famiglia del ragazzo, secondo le ricostruzioni, non lo ha visto tornare dai campi e si è allarmata. Il padre è andato nei campi e lo ha trovato privo di conoscenza appunto. Il mezzo si sarebbe ribaltato, schiacciando il ragazzo.

L’allarme è partito subito. Nell’azienda agricola sono arrivati i vigili del fuoco e il 118, oltre appunto a carabinieri e Asl. Ogni tentativo di rianimazione è stato vano. Quando i medici sono arrivati il ragazzo era morto. Sono ore di disperazione per la famiglia, per una tragedia senza un perché.

L’incidente è accaduto a circa cinquecento metri dal luogo in cui il ragazzo viveva con la famiglia. La notizia della morte del ragazzo si è rapidamente sparsa nella zona. L’azienda agricola è conosciuta così come i titolari. Uno choc per tutti. Erano circa le 20.30 quando la famiglia ha scoperto cosa era accaduto. La tranquillità della zona è stata squarciata dalle sirene e dalle luci dei lampeggianti. 

29 Marzo

Cade dal balcone mentre lavora, muore un 53enne nel Biellese

La tragedia a Valdilana, il decesso all’ospedale di Novara

Non ce l’ha fatta un 53enne di Valdilana (Biella) precipitato dal balcone al secondo piano mentre – secondo la ricostruzione dei carabinieri – stava effettuando alcuni lavori forse con una scala.

A dare l’allarme un vicino di casa che l’ha trovato privo di conoscenza

Sul posto è intervenuto il 118 con l’ambulanza e l’elisoccorso.  Poi la corsa all’ospedale Maggiore di Novara. Troppo gravi le sue condizioni, l’uomo si è spento nella notte.

28 Marzo

Chi era Tommaso Altobelli, l’operaio di Cercola morto in un incidente sul lavoro

Si chiamava Tommaso Altobelli, aveva 60 anni e, ieri, venerdì 28 marzo, come ogni giorno, era uscito di casa per lavorare. Ma questa volta non è più tornato. La sua vita si è spezzata mentre lavoravai in via Puccini a Casalnuovo di Napoli, dove stava effettuando riparazioni idrauliche su una tettoia.

Una caduta di sei metri è stata fatale. I soccorsi, giunti tempestivamente, hanno solo potuto constatare il decesso.Tommaso non era solo un operaio, era un uomo amato da tutta la comunità.

Nato a Volla, ma residente a Cercola, marito, padre e appassionato di teatro, era membro della compagnia amatoriale CercolArte, nata per dispensare sorrisi e cultura nei teatri locali.

La morte di Tommaso è l’ennesima di una lunga scia di morti sul lavoro in Campania. Solo negli ultimi giorni, si contano altri tre casi: Nicola Sicignano, Umberto Rosito e Daniel Tafa, uccisi da incidenti evitabili, tra macchinari malfunzionanti, cantieri insicuri e negligenze.

Anche sulla morte di Altobelli, i Carabinieri della tenenza di Casalnuovo hanno aperto un’inchiesta per accertare responsabilità e verificare l’eventuale mancato rispetto delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro.

Ancora una volta, dietro i numeri delle statistiche ci sono volti, storie e famiglie spezzate. La Campania piange l’ennesima vittima di un sistema che continua a dimenticare la sicurezza dei lavoratori

27 Marzo

Federico Ricci non ce l’ha fatta: morto il tecnico di 30 anni schiacciato dall’ascensore a Carugate

Dopo 48 ore di lotta è deceduto il giovane bresciano gravemente ferito in un incidente durante i lavori in un condominio in provincia di Milano

Carugate (Milano), 27 marzo 2025 – Non ce l’ha fatta Federico Ricci, l’operaio di 30 anni originario del Bresciano, rimasto gravemente ferito due giorni fa durante un intervento di riparazione a un’ascensore di un condominio a Carugate, in provincia di Milano.  Un intervento come tanti che si è trasformato in tragedia. A spiegare perché saranno gli ispettori di Ats, al lavoro per risalire alle cause dell’incidente.

Il ragazzo, originario della provincia di Brescia, mentre si trovava all’interno del vano ascensore è stato colpito alla testa da contrappeso. Le sue condizioni sono apparse subito critiche. Era stato rianimato e trasportato con l’elisoccorso in pronto soccorso. L’arrivo in elicottero al Niguarda di Milano e la speranza appesa a un filo che potesse farcela. Nel pomeriggio di oggi, però, il tragico epilogo: i medici ne hanno dichiarato il decesso.

Il meccanico Moreno Finocchio muore schiacciato tra due Open bus in pieno centro

La tragedia si è consumata il 21 marzo in lungotevere Tor di Nona. La vittima, originaria di Anagni, aveva 40 anni e tre figli piccoli

È rimasto schiacciato tra due bus turistici, nel cuore di Roma. Ed è morto dopo quattro giorni di agonia all’ospedale San Camillo. Forse stava lavorando Moreno Finocchio, 40 anni, originario di Anagni, dove lascia una moglie e tre figli piccoli.

Perché il quarantenne si guadagnava da vivere come meccanico e quando è stato travolto stata parlando con l’autista del primo Open bus: gli agenti della polizia locale del I gruppo Trevi dovranno capire adesso se era lì per iniziare una riparazione o se aveva appena concluso un intervento. Se l’ipotesi fosse confermata, si tratterebbe della sedicesima vittima sul lavoro nel Lazio dall’inizio dell’anno, rileva il progetto “Morti di lavoro”, condotto su Facebook da Piero Santonastaso.

Venerdì 21 marzo, alle 13, Finocchio era in piedi, parlava con il conducente di un Open bus parcheggiato regolarmente sullo stallo dedicato in lungotevere Tor di Nona. Un altro bus gemello si è affiancato per parcheggiare e il quarantenne è rimasto schiacciato tra le lamiere dei due bisonti.

Amianto : Sentenze

Esposizione all’amianto dei lavoratori e riconoscimento del nesso causale

La IV Sez. Penale della Suprema Corte con la sentenza n. 11168/2025 torna su un tema ampiamente dibattuto in passato, ovvero il nesso causale derivante dall’esposizione dei lavoratori all’amianto e la successiva morte in conseguenza di patologie quali il mesotelioma ed il carcinoma. Il nesso causale è stato riconosciuto solo ed unicamente per le morti causate dal mesotelioma ma non per il carcinoma in soggetti che erano fumatori abituali.

I direttori pro-tempore dello Stabilimento di Palermo della Fincantieri, che si erano succeduti negli anni 80/90 venivano rinviati a giudizio per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali gravissime commessi in danno di lavoratori dipendenti della suddetta società, quale conseguenza di malattie determinate dalla prolungata esposizione all’amianto.

Nel giudizio di primo grado i due imputati erano stati condannati per le suddette fattispecie criminose mentre, nel giudizio di secondo grado la Corte di Appello assolveva entrambi dai reati loro ascritti.

Avverso la predetta sentenza assolutoria proponevano ricorso per cassazione, sia il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo nonché, la parte civile INAIL.

26 Marzo

Padova, scontro tra tir e furgone: 2 operai morti e uno ferito grave. Lavoravano per la stessa ditta

Il conducente del camioncino avrebbe perso il controllo del mezzo e invaso la corsia opposta. Le vittime erano muratori

Due operai morti e due feriti. Uno in modo molto grave. Sono le vittime di uno scontro frontale tra un tir e un furgone. I tre uomini a bordo del furgone lavoravano come muratori per la stessa ditta. L’incidente è avvenuto a Boscalto, in provincia di Padova.

Le vittime – scrive il Mattino di Padova – erano di origine macedone. Si chiamavano Bajram Bajramoski, 52 anni, e Fuat Etemovski, 64 anni, ed erano residenti a San Zenone degli Ezzelini e a Crespano del Grappa.

Dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che l’uomo alla guida del furgone abbia perso il controllo del mezzo e invaso la corsia opposta. E che il conducente del camion non abbia potuto far nulla per evitare l’impatto. Lo schianto fra i due mezzi è stato violentissimo, i muratori sono rimasti incastrati tra le lamiere.

Tragedia in città, giovane padre muore in ospedale dopo un incidente sul luogo del lavoro

A perdere la vita il 39enne Moreno Finocchio, residente nella frazione di Pantanello ad Anagni

Una tragedia immane in queste ore sta sconvolgendo la cittadina di Anagni, nel nord della provincia di Frosinone. E’ morto dopo cinque giorni di agonia in una letto di ospedale al San Camillo di Roma Moreno Finocchio.

L’uomo di 39 anni che di professione fa il meccanico per una ditta di trasporto venerdì scorso era rimasto vittima di un incidente mentre era al lavoro a Roma.

Da quello che si era riuscito a ricostruire l’uomo sarebbe rimasto schiacciato da un pullman che stava facendo manovra all’interno della ditta dove stava lavorando. Gravi le ferite riportata al torace ed ai polmoni.

L’uomo lascia la compagna e tre figli piccoli. Tanti i messaggi di cordoglio che stanno arrivando ai familiari da parte di tutti coloro che lo conoscevano soprattutto nel quartiere Pantanello dove viveva. Ancora non si hanno notizie sulla data del funerale.

La settimana scorsa un altro giovane ciociaro era morto in un incidente simile a quello di Moreno in provincia di Caserta.
 

25 Marzo

Esplode macchinario: Daniel muore a 22 anni trafitto da una scheggia incandescente

L’incidente il giorno dopo il suo compleanno. Stava lavorando in un’azienda specializzata in stampaggio a caldo di acciaio. I soccorsi sono stati inutili

Tragedia sul lavoro a Maniago, in provincia di Pordenone. Un operaio è morto mentre lavorava in un’azienda specializzata in stampaggio a caldo di acciaio. Si chiamava Daniel Tafa e ieri aveva compiuto 22 anni.

Daniel Tafa era di Vajont (Pordenone). Stava operando su una macchina per stampa di ingranaggi industriali quando una scheggia incandescente lo ha trafitto alla schiena, uccidendolo all’istante. I soccorsi sono stati inutili.  

Non è ancora chiaro se è accaduto per un malfunzionamento della macchina oppure per una manovra sbagliata. I carabinieri hanno aperto un’indagine e stanno eseguendo gli accertamenti del caso. L’impianto è stato posto sotto sequestro. Sul posto anche il personale dello Spisal (Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro).

L’azienda dove si è verificata la tragedia è la Stm, specializzata in stampaggio a caldo, ricalcatura, stampaggio per estrusione, dove è occupato un centinaio di persone. Il turno della mattina è stato sospeso in segno di lutto e per consentire l’ultimazione dei rilievi. La macchina per lo stampaggio è stata posta sotto sequestro.

Orvieto, operaio muore travolto da autocarro mentre lavora in A1

E’successo poco prima delle 8, sulla A1 Milano-Napoli, all’altezza del km 446. Sulla dinamica sono in corso indagini della polizia stradale di Orvieto. Sul posto anche personale e dirigenti sia della ditta presso cui lavorava l’operaio, sia di Autostrade per l’Italia. Il traffico è rallentato ma scorre sulla corsia di sorpasso

È morto investito da un mezzo pesante mentre stava lavorando sulla carreggiata nord dell’Autosole nei pressi di Orvieto dove era residente. Ha perso così la vita, questa mattina (poco prima delle 8), un operaio di 38 anni, dipendente di una ditta del posto impegnata in interventi di manutenzione in autostrada. 

L’operaio si trovava sulla carreggiata ed è stato investito da un mezzo pesante in transito. Sulla dinamica sono in corso indagini della polizia stradale di Orvieto. Presenti sul luogo dell’incidente anche i responsabili dell’azienda per cui lavorava la vittima, insieme a rappresentanti di Autostrade per l’Italia e della Polizia Stradale. Il traffico è rallentato ma scorre sulla corsia di sorpasso. 

Sant’Antonio Abate, resta incastrato nel nastro trasportatore: muore operaio di una ditta per lo smaltimento rifiuti

Nicola Sicignano aveva 51 anni, lascia la moglie e due figli. Non ancora del tutto chiare le cause dell’ennesimo incidente mortale sul lavoro dall’inizio dell’anno nel Napoletano. Dure Cgil e Uil

Ancora un incidente mortale sul lavoro in provincia di Napoli. La vittima stavolta è un uomo di 51 anni ed era dipendente di una azienda per lo smaltimento dei rifiuti di Sant’Antonio Abate. Ha perso la vita durante il turno di lavoro di ieri sera e le cause sono ora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e del nucleo investigativo di Torre Annunziata coordinati dalla procura della Repubblica di quest’ultima città. 

La vittima si chiamava Nicola Sicignano, era originario di Vico Equense ma risiedeva a Gragnano. Aveva festeggiato il suo compleanno il 10 marzo. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, ancora da verificare, il 51enne sarebbe rimasto incastrato con il braccio e la testa nel nastro trasportatore della linea di lavoro all’interno dell’azienda. Subito dopo l’accaduto i colleghi di lavoro hanno dato l’allarme ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare. L’area dell’incidente è stata sequestrata. Indagini in corso anche da parte del Nil di Napoli e dell’Asl. 

Malore mentre è al lavoro, muore in azienda a 70 anni

È successo martedì mattina

Dramma in azienda martedì mattina a Roverbella, nel Mantovano ai confini tra Lombardia e Veneto: è qui che un uomo di 70 anni è morto a causa di un malore. Pare stesse lavorando ai vivai Marconi sulla Strada Levata: si è sentito male poco prima delle 7, accasciandosi a terra. I colleghi hanno subito allertato il 112, che ha inviato sul posto l’automedica e un’ambulanza di Soccorso Azzurro con la massima urgenza, in codice rosso.

Nonostante i prolungati tentativi di rianimarlo, il suo cuore non ha più ripreso a battere: i medici intervenuti non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Su quanto accaduto sono in corso gli approfondimenti dei tecnici del Psal dell’Ats Val Padana, il servizio di Prevezione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’autorità sanitaria, con il supporto dei carabinieri di Mantova. I primi accertamenti medico-legali avrebbero confermato la morte per cause naturali.

21 Marzo

Fa un volo di 10 metri e cade in un silos: morto operaio di 41 anni

Tragedia sul lavoro nell’azienda Grandi Riso di Pontemaodino in provincia di Ferrara: l’uomo – di un’azienda esterna – stava svolgendo lavori di manutenzione

Codigoro (Ferrara), 21 marzo 2025 – Tragedia sul lavoro nel pomeriggio nell’azienda Grandi Riso di Pontemaodino.

Un uomo, un operaio di 41 anni, di origini romene, di un’azienda esterna che stava svolgendo lavori di manutenzione, è finito dentro un silos facendo un volo di una decina di metri. Nulla da fare per lui.

Sul posto ci sono 118, carabinieri di Codigoro, gli ispettori del lavoro dell’Ausl e vigili del fuoco. Indagini in corso.

Lamezia Terme, operaio muore in seguito a una caduta dal tetto di un capannone

L’uomo, 53 anni, stava lavorando in un sito che produce mangimi, nell’aria industriale, quando è precipitato da un’altezza di 9 metri

Un operaio è morto questa mattina, 21 marzo, in seguito alla caduta da un’altezza di 9 metri. L’uomo, Roberto Falbo, 53 anni, è precipitato dal tetto di un capannone adibito alla produzione di mangimi nell’area industriale di Lamezia Terme, nel Catanzarese. Ancora da ricostruire la dinamica. L’intervento dei soccorsi si è rivelato inutile.

Tragedia in campagna: si ribalta il trattore. Muore giovane agricoltore di 32 anni

Un incidente mortale scuote la comunità rurale: tra dolore e interrogativi, le autorità avviano le indagini

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 marzo 2025, un grave incidente ha sconvolto la quiete di una zona agricola, dove un trattore si è ribaltato causando la morte di un agricoltore di appena 32 anni.

La tragedia, avvenuta nelle campagne di Celenza Valfortore, in provincia di Foggia, ha lasciato la comunità intera sotto shock e le autorità preposte all’accertamento dei fatti hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo si sarebbe ribaltato più volte, finendo in un terreno scosceso. L’incidente si sarebbe verificato mentre il giovane percorreva la strada provinciale 1, in prossimità dell’ingresso in città.

Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118 con l’ausilio dell’elisoccorso, il 32enne non è riuscito a sopravvivere alle ferite riportate.

Un altro Mondo senza Amianto è possibile